Le tecniche chirurgiche

Il laser ad eccimeri può essere applicato sulla cornea utilizzando diverse tecniche chirurgiche, la cui scelta si basa su un accurato studio delle caratteristiche individuali dell’occhio. Queste tecniche differiscono tra loro solo per la modalità in cui la cornea viene preparata ad accogliere l’azione del fascio laser. In passato sono state forse troppo enfatizzate le differenze tra i diversi tipi di tecniche: più importante, al di là delle modalità di accesso alla cornea, è la precisione della correzione ottica effettuata dal laser. 

Lo strumento deve infatti essere in grado di trattare un’area sufficientemente vasta, in modo da ottenere una
buona visione anche al buio, con la pupilla dilatata; deve essere rapido e flessibile; deve inoltre poter intervenire in maniera precisa e personalizzata, correggendo non solo il difetto principale, ma anche le piccole variazioni individuali.

Oggi infatti si tiene conto anche di altre anomalie minori dell’occhio, che vengono misurate con uno strumento chiamato aberrometro (si parla quindi di chirurgia refrattiva personalizzata), per cui ogni paziente è trattato in maniera individualizzata, per un miglior risultato visivo finale. La forma dell’occhio è un po’ come un’impronta digitale, diversa da persona a persona. Gli esami preliminari consentono allo specialista di acquisire le caratteristiche precise della forma dell’occhio del paziente, in modo tale da intervenire poi con il laser in modo individualizzato. Questo permette di correggere non solo il difetto visivo, ma anche le cosiddette aberrazioni di alto ordine, ossia quelle piccole imperfezioni che ciascuno ha e che riducono la qualità della vista (vedi figura 7, 8,11 e 12 della brochure informativa).


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Laser ad eccimeri: tecniche di superficie

Il laser agisce scindendo i legami molecolari: di conseguenza il tessuto corneale viene vaporizzato e
rimodellato in modo mirato. Questo può avvenire in superficie con diverse metodiche che si differenziano
l’una dall’altra solo per la preparazione preliminare all’azione del laser:

  • PRK (Photo Refractive Keratectomy, in italiano fotocheratectomia refrattiva): prevede l’asportazione per
    raschiamento meccanico di una parte della sottile membrana superficiale della cornea (epitelio) mediante uno strumento smusso, prima dell’applicazione del laser
    ad eccimeri (vedi anche figura 6 a pagina 7 della brochure informativa).
    Il postoperatorio richiede alcuni giorni prima del recupero visivo.
     
  • Una variante più avanzata di questa tecnica è la A.S.A. (Advanced Surface Ablation) trans epiteliale
    customizzato (personalizzato): in questo caso la sottrazione del tessuto corneale da parte del laser ad
    eccimeri è eseguita “su misura” dell’occhio del paziente per correggere non solo il difetto di vista, ma anche le piccole imperfezioni congenite presenti in tutti gli occhi (aberrazioni di alto ordine). In questo caso l’epitelio è vaporizzato direttamente dal laser, senza che il chirurgo debba toccare l’occhio. Solitamente in questo modo la ricrescita dell’epitelio è più rapida e il periodo postoperatorio meno doloroso (vedi figura 7 e 8 a pagina 8 della brochure informativa).
     
  • P.T.K. o S.C.T.K: questa metodica non serve per la correzione dei difetti refrattivi, ma usa il laser ad eccimeri in superficie per rimuovere opacità della cornea e rimodellarla qualora fosse rimasta danneggiata da infezioni, traumi o esiti di chirurgia. È molto utile per correggere le complicanze della chirurgia refrattiva. Tratta la cornea in modo personalizzato con l’ausilio di tecniche diagnostiche avanzate come l’OCT del segmento anteriore (vedi figura 19 e 22 della brochure informativa).

Laser ad eccimeri: tecniche intrastromali

Le tecniche intrastromali (LASIK, Laser Intrastromal Keratomileusis) applicano il trattamento laser nello strato intermedio della cornea, detto stroma. Perché ciò sia possibile è necessario praticare, prima del trattamento, un taglio dello stroma.

Si solleva il lembo di tessuto corneale così creato (detto flap: vedere figura 13 della brochure informativa), si effettua la correzione con il laser e successivamente si riposiziona il lembo. Si può paragonare questo intervento chirurgico all’apertura di un libro (creazione della lamella corneale o flap), all’estrazione di alcuni fogli sottostanti alla copertina (azione del laser ad eccimeri) e alla chiusura del libro (riposizionamento della lamella).

In rari casi può rendersi necessario apporre alcuni punti di sutura temporanei. Talvolta il taglio lamellare può risultare qualitativamente non adeguato; in questa eventualità il chirurgo può ritenere più opportuno riapporre la lamella e differire l’intervento di un tempo variabile.

Questa metodica, pur presentando il vantaggio di un recupero più rapido e la quasi assenza di dolore
postoperatorio presenta lo svantaggio di un indebolimento della cornea indotta dal taglio del flap. Questo potrebbe determinare negli anni il rischio di ectasia della cornea e successivi interventi molto invasivi. Il taglio del flap induce, inoltre, frequentemente alterazioni della lacrimazione con conseguente sindrome dell’occhio secco.

Laser a Femtosecondi: tecnica intrastromale (Smart Sight o Smile)

Il laser femtosecondi ReLex (Smarth Sight; Smile), creando due sottili strati di bolle di plasma, separa delicatamente (vedi figura 14 della brochure informativa) il tessuto corneale stromale creando un pezzo di stroma corneale a forma di disco chiamato lenticolo.

La metodica mantiene intatti gli strati corneali superficiali e profondi al lenticolo. Il chirurgo estraendo delicatamente il lenticolo di stroma attraverso una piccola incisione, cambia la forma della cornea, determinando la correzione del difetto visivo (vedi figura 15, 16 e 17 della brochure informativa), Nei primi giorni postoperatori si può evidenziare una vista “come attraverso l’acqua” che scomparirà progressivamente.